Domande incomprese sul Bitcoin

Questa pagina chiarisce alcune incomprensioni sui bitcoin, sulla loro natura e sul loro utilizzo.

Il bitcoin è proprio come tutte le altre valute digitali: nulla di nuovo!

Quasi tutte le altre valute digitali sono centralizzate, e questo significa che:

  • possono essere stampate, secondo la volontà personale di chi le controlla;
  • possono essere distrutte, attaccando il punto centrale di controllo;
  • possono essere imposte regole arbitrarie sul loro uso, da parte di chi le controlla.

Essendo decentrato, il bitcoin risolve tutti questi problemi.

I bitcoin non risolvono i problemi che hanno le valute tradizionali e/o l’oro!

A differenza dell’oro, i bitcoin sono:

  • facili da trasferire;
  • facili da proteggere;
  • facili da verificare;
  • facili da suddividere.

A differenza delle valute tradizionali, i bitcoin sono:

prevedibili e limitati nella loro fornitura;
non controllati da un’autorità centrale (ad esempio la Fed o la BCE).

A differenza dei sistemi elettronici di moneta tradizionale, i bitcoin sono:

  • potenzialmente anonimi;
  • a prova di congelamento;
  • più rapidi nel trasferimento;
  • più convenienti nel trasferimento.

Il bitcoin è sostenuto dalla potenza di elaborazione!

Non è corretto dire che il bitcoin sia sostenuto dalla potenza di elaborazione: dire che una moneta è “sostenuta” da qualcosa significa che è ancorata a qualcosa di diverso, attraverso una organizzazione centrale e a un tasso di cambio determinato. Al contrario, non si possono scambiare bitcoin con la potenza di calcolo usata per crearli. Il bitcoin è, in questo senso, non agganciata a nulla. Si tratta di una valuta a sé stante. Simile a l’oro…. e l’oro è sostenuto da qualcosa? No! E “solo oro”. Lo stesso vale con i bitcoin.

La valuta in bitcoin è “creata” grazie alla potenza di elaborazione, e l’integrità della catena di blocco è “protetta” dagli attacchi grazie all’esistenza di una vasta rete di nodi di calcolo. E questo è tutto.

I bitcoin sono inutili perché non sono supportate da nulla!

Anche l’oro non è supportato da nulla. I bitcoin hanno proprietà intrinseche relative al loro design, soggettivamente valutate dagli individui. Tale valutazione è dimostrata quando gli individui fanno scambi o cambiano di valuta, liberamente, bitcoin. Si prega di fare riferimento alle teorie del valore. Vedi anche il mito precedente.

Il valore del bitcoin dipende dalla quantità di energia elettrica e di potenza di calcolo usati per generarlo.

Questa affermazione è un tentativo di applicare al bitcoin la teoria del valore-lavoro, che è generalmente accettata come falsa. Solo perché una cosa X richiede molte risorse per crearla, non significa che il prodotto risultante avrà un valore X. Può valere di più, o meno, a seconda della utilità percepita dai suoi utenti.

In effetti, la causalità è il contrario di questa asserzione (e questo vale per la teoria del valore-lavoro più in generale). Il costo per coniare bitcoin è basato su quanto valgono: se il bitcoin aumenta il proprio valore, più la gente lo conierà (perché coniare diventa redditizio); più la difficoltà aumentà, più il costo di estrazione salirà di conseguenza. L’inverso accadrà se il bitcoin scendere di valore. Questi effetti si bilanciano, e fanno sì che il conio costi sempre l’ammontare di bitcoin che produce.

I bitcoin non hanno alcun valore intrinseco (a differenza di altre cose).

E’ vero, i bitcoin non hanno alcun valore intrinseco, in termini numismatici: in altre parole, non possiede un valore oggettivo diverso da quello implicito dato dall’essere utilizzato come mezzo di scambio.

Tuttavia, mentre alcuni prodotti tangibili hanno un valore intrinseco, tale valore è generalmente molto inferiore al loro prezzo di negoziazione. Si consideri a titolo di esempio che l’oro, se non fosse usato come inflazione a prova di riserva di valore ma esclusivamente per i suoi impieghi industriali, non avrebbe certamente il valore che ha oggi, dal momento che le richieste industriali per l’oro sono di gran lunga inferiori alle disponibilità e alle necessità.

Il valore storico intrinseco, la divisibilità, fungibilità, scarsità, durabilità, hanno contribuito a definire determinate merci come mezzi di scambio, ma ciò non è un prerequisito. I bitcoin mancano di tale “valore intrinseco”, inteso in tale senso, ma gli stessi posseggono alcune caratteristiche che li rendono più idonee come mezzo di scambio, al pari o superiori a quella della moneta merce.

In ultima analisi, il valore è determinato da ciò che le persone sono disposte a fare per scambiare quel bene – dalla domanda e dall’offerta.

I bitcoin sono illegali perché non hanno corso legale!

Risposta breve: i polli non hanno corso legale, ma il baratto con i polli non è illegale.

Esistono un certo numero di valute non considerate “ufficiali”. Una moneta è, dopo tutto, nient’altro che una comoda unità di conto. Mentre le leggi nazionali possono variare da paese a paese, in Italia il commercio di qualsiasi merce con monete merce diverse dall’EURO è concesso: alcuni esempi sono il dollaro Linden, la raccolta punti di alcune catene di supermercati, ma anche il baratto.

Il bitcoin è una forma di terrorismo locale perché danneggia la stabilità economica dell’Euro!

Nella giurisdizione italiana, e in particolare nella Costituzione Italiana è affermato che “Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”: il bitcoin non ha questi obiettivi.

Inoltre, il bitcoin non è locale, è una comunità in tutto il mondo: MAPPA DEI NODI NEL MONDO

I bitcoin permettono l’evasione fiscale, il che porterà al crollo della civiltà.

Le operazioni di cassa hanno lo stesso livello di anonimato, ma sono ancora tassate con successo. Spetta a chi usa i bitcoin seguire le leggi vigenti in Italia, o affrontarne le conseguenze!

I bitcoin possono essere prodotti/coniati da chiunque, e sono quindi privi di valore.

I bitcoin non sono prodotti/coniati. Al contrario, diversi blocchi sono calcolati dai coniatori, e per i loro sforzi sono premiati per uno specifico ammontare di bitcoin più una tariffa per ogni transazione. Per saperne di più su questo processo, consultate la pagina sui blocchi.

I bitcoin non hanno alcun valore perché sono basati su crittografia non provata

Gli algoritmi SHA256 e ECDSA, usati dal sistema dei bitcoin, sono noti e standard del settore. Se credi che questi algoritmi siano inaffidabili allora non dovresti aver fiducia delle transazioni con carta di credito o di qualsiasi tipo di trasferimento bancario elettronico.

Non è equo: chi li adotta per primo viene premiato!

I primi sono ricompensati per aver preso su di loro il rischio più alto, sia con il tempo che con il denaro investito.

In termini più pragmatici, l'”equità” è un concetto arbitrario ed è improbabile da concordare su una grande popolazione. Fare di bitcoin una istituto “equo” è aldilà degli obiettivi di questa piattaforma, in quanto ciò sarebbe impossibile.

La stragrande maggioranza dei i 21 milioni di bitcoin ancora non sono stati distribuiti: se li coniate o li acquisite oggi, anche voi potete diventare uno dei primi utilizzatori.

Solo 21 milioni? le monete non bastano!

Un bitcoin è divisibile fino a otto cifre decimali: quindi vi sono in realtà 2.099.999.997.690 (poco più di 2 quadrilioni) di monete all’interno di una singola unità bitcoin.

In altre parole, il valore di “1 BTC” rappresenta 100 milioni di queste unità elementari e indivisibili, e quindi ogni BTC è divisibile per un massimo di 10 ^ 8.

Poiché il valore dell’unità di 1 BTC potrebbe diventare troppo grande per essere utilizzabile per le comuni transazioni, si può già iniziare a utilizzare i sottomultipli di tale unità, come i milli-bitcoin (mBTC) o addirittura i micro-bitcoin (μBTC).

Il portafoglio è memorizzato in un file: basta copiarlo per avere più monete!

Non è vero. Il portafoglio contiene le chiavi segrete, che danno il diritto di spendere i vostri bitcoin. Pensate a tale file come all’insieme delle coordinate bancarie: se si danno le coordinate bancarie (ovvero: il portafoglio bitcoin) a qualcun altro, questo non raddoppia la quantità di denaro sui conti relativi. Potete spendere il vostro denaro o possono spendere i vostri soldi, ma non entrambe le cose!

Le monete perse non si possono sostituire: questo è male!

I bitcoin sono divisibili fino a 0.00000001, quindi questo non è un problema: se perdete le vostre monete, tutte le altre monete avranno un po’ di valore in più, e questo va considerato un dono a tutti gli altri utenti del sistema bitcoin.

Una questione collegata è: perché si è pensato a un meccanismo per sostituire le monete perse? La risposta è la seguente: è impossibile distinguere tra una moneta “persa” e una dormiente da qualche parte.

E’ un gigantesco schema Ponzi!

In uno schema di Ponzi, i fondatori convincono gli investitori che faranno profitto aderendo a questo progetto.Il progetto bitcon non può dare tale garanzia perché non esiste un organismo centrale, e solo gli individui possono costruire l’economia relativa.

Uno schema Ponzi è un gioco a somma zero: i primi possono solo fare profitto a scapito della seconda ondata di iscritti, e così via. In bitcoin è possibile avere, al contrario, risultati in cui tutti vincono (un risultato “win-win”). I primi che adottano questa moneta ottengono un profitto dal rialzo del controvalore, mentre chi aderisce più avanti avrà il vantaggio di una moneta peer-to-peer stabile e ampiamente accettata.

Vorremmo sottolineare che il bitcoin non va confuso con il Bitcoin Randomizer, un gioco che si auto-definisce “schema di Ponzi”.

Monete in quantità finita più quelle perse uguale spirale deflazionistica!

Non appena si applicano tali forze deflazionistiche, fattori economici quali l’accaparramento sono compensati da fattori umani, che possono quindi ridurre la probabilità che una spirale deflazionistica si possa verificare.

Il bitcoin non può funzionare, perché non c’è modo di controllare l’inflazione.

L’inflazione è un aumento dei prezzi nel corso del tempo, che deriva dalla svalutazione di una moneta. Questa è una funzione della domanda e dell’offerta. Tenuto conto del fatto che l’offerta di bitcoin è fissata a un certo importo, a differenza delle valute di corso legale, l’unico modo perché l’inflazione diventi fuori controllo è per la scomparsa di domanda. E’ possibile avere una inflazione temporanea, tramite la rapida adozione del meccanismo della riserva frazionaria, ma tale inflazione si stabilizzerà una volta che un numero considerevole dei 21 milioni di bitcoin “effettivi” saranno memorizzate come riserva dalle banche.

Dato che il bitcoin è un sistema distribuito di moneta, se la domanda si dovesse ridurre quasi a zero, la moneta sarebbe condannata in ogni caso.

Il punto chiave è che il bitcoin come moneta non può essere gonfiata da una singola persona o entità, come un governo ad esempio, in quanto non c’è modo di aumentare l’offerta di oltre una data quantità.

Infatti, lo scenario più probabile, è che non appena il bitcoin diventerà sempre più popolare e aumenterà la domanda, la sua valutazione aumenterà in valore, o si sgonfierà, fino a quando la domanda si sarà stabilizzata.

La comunità bitcoin è composta da anarchici/complottisti/…!

Gli appartenenti a questa comunità hanno pensieri e filosofie di base assai diverse.

Chiunque abbia abbastanza potenza di calcolo può buttar giù il sistema!

CONFERMATO, vedere Debolezze.

Detto questo, man mano che la rete cresce, diventa sempre più difficile per una singola entità provocare danni. Già la potenza di calcolo alla rete bitcoin attuale è abbastanza grande per sostenere i supercomputer più veloci al mondo, messi insieme.

Ciò che un aggressore può fare, una volta la rete viene buttata giù, è abbastanza limitato. In nessun caso un utente malintenzionato può prendere i soldi di alcuno: le capacità di un attaccante sono limitate a riprendersi il denaro speso recentemente, impedendo nel frattempo le operazioni di altre persone e la possibilità di ricevere conferme. Un attacco del genere sarebbe molto costoso in termini di risorse, e per tali magri vantaggi economici c’è poco incentivo, economico e razionale, a portare avanti un’azione simile.

Inoltre, questo scenario di attacco sarà realizzabile solo per il tempo in cui avviene: non appena l’attacco si ferma, la rete riprende il normale funzionamento.

Il bitcoin viola i regolamenti governativi!

Quali? Sarebbe interessante averne un elenco…

Non è possibile portare avanti la riserva frazionaria!

In realtà è possibile. Non vi è alcuna differenza fondamentale tra le valute classiche e quelle bitcoin, quando sono applicate al settore bancario. Le banche saranno ancora libere di prendere in carico i bitcoin e di presentarli ai clienti come “disponibili per il prelievo”, mentre sono in realtà in prestito da un altro cliente per ricavarne un profitto. Alcuni di questi bitcoin saranno mantenuti a riserva in caso di una corsa agli sportelli. Spetterà alla banca mantenere una fornitura sufficiente di riserve, al fine di evitare situazioni di insolvenza in caso di una corsa agli sportelli. Le banche centrali sono state istituite per far rispettare gli obblighi di riserva e quindi in caso di mancanze di bitcoin da parte di una banca centrale, alcune quasi sicuramente crolleranno, e in così i depositi dei loro clienti.

Per approfondire: la riserva frazionaria.

In Europa, il REGOLAMENTO (CE) N. 1745/2003 DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA sull’applicazione di riserve obbiglatorie minime obbliga a garantire il 2% per ogni passività compresa nell’aggregato soggetto a riserva, come stabilito dall’articolo 4 del suddetto regolamento. La banca dovrà quindi possedere una contropartita in contante di ogni passività, per un valore che oggi è compreso tra 0 e 2 (punti percentuali). Il regolamento di Basilea 1, stabilito nel 1988 presso la Bank of International Settlements (BIS), portò la riserva frazionaria al 2%, e tale vincolo è rimasto in vigore anche con Basilea 2.

Poiché è possibile portare avanti la riserva frazionaria con i bitcoin, l’offerta di monete (che include depositi “a vista”) può superare di gran lunga la cifra di 21 milioni.

Un punto vendita in bitcoin è impossibile, perché è necessario aspettare 10 minuti per una conferma

Le transazioni possono impiegare effettivamente decine di minuti per essere “confermate”, e questo punto non cambierà nel prossimo futuro. Anche con un aumento di qualche ordine di grandezza della potenza di calcolo complessiva della rete, la difficoltà di generare un blocco si auto-regolerà per garantire un obiettivo di 6 blocchi all’ora (1 blocco ogni 10 minuti).

Sono quindi tre le possibili soluzioni per consentire le transazioni via POS:

1. Per transazioni di piccolo importo, è sufficiente presumere che il cliente non stia truffando: si può consegnare il prodotto al cliente subito dopo ‘invio della transazione sulla rete. La transazione si propaga attraverso la rete quasi istantaneamente, permettendo al venditore di vedere l’operazione in pochi secondi (anche se priva di conferme). Il costo di un doppio addebbito è di piccole dimensioni, e quindi la frode non vale la pena.

2. Utilizzare una finestra temporale di ascolto prima di dare il bene o il servizio. Questo meccanismo non è ancora formalmente implementato nel client bitcoin standard, ma permetterebbe a un fornitore di ricevere la transazione e quindi di monitorare la rete bitcoin per un certo periodo di tempo (per esempio, 10 secondi) per rilevare un doppio pagamento. I fornitori possono utilizzare sistemi di pagamento specializzati, con nodi multipli ben collegati, e finalizzati a questo scopo. Come spiegato da Satoshi, i nodi di rete accetta solo la prima versione di una transazione che ricevono, per incorporarla nel blocco che stanno cercando di generare. Quando si distribuisce a tutti la trasmissione di una transazione, se qualcun altro trasmette un pagamento identico nel medesimo tempo, la situazione anomala si propaga più velocemente e a più nodi della transazione stessa. Se uno mantiene una certa latenza, darà modo di propagarsi per via geometrica attraverso la rete, e potrà ottenere molti più riscontri. Inoltre, una azienda specializzata nel trattamento dei pagamenti potrebbe propagare l’operazione a migliaia di nodi istantaneamente e ascoltare eventuali segnalazioni di doppio addebbito. La probabilità che l’attaccante possa contrastare un tale sistema è così basso che l’azienda specializzata potrebbe “garantire i pagamenti” nonché il rimborso del costo se un doppio tentativo riesce effettivamente. Se si rileva un doppio tentativo di spesa, il venditore viene informato: quindi niente prodotto/servizio, e si procede a chiamare subito la polizia.

3. Creare una rete di hub per le transazioni. Queste entità comunicherebbeo utilizzando una API comune, e si farebbero tra di loro prestiti a breve termine per facilitare le transazioni istantanee.

Immaginiamo che Alice utilizzi la Clearinghouse di Carol come suo hub, e Bob utilizzi la Exchange Anonimo di Dave. Sia Alice che Bob hanno i conti con i rispettivi hub, e hanno già depositato alcuni bitcoin nei loro conti. Quando Alice vuole comprare un prodotto di Bob in un punto vendita, Alice dice a Carol “Voglio inviare a Bob x bitcoin, che usa Scambio Anonimo di Dave.” Dopo aver controllato che l’account di Alice contenga almenox bitcoin, Carol invia un messaggio a Dave, dicendo: “accredita sul conto di Bob x bitcoin immediatamente, ti manderò i bitcoin reali nel prossimo blocco.” Bob vede aumentare istantaneamente il suo conto, e dà quindi ad Alice il suo prodotto.

Opzionalmente, l’opzione 3 consente a tutte le parti di aggirare l’uso del blocco a catena e delle sue tariffe associate. Se Alice e Bob hanno conti con Carol e Dave, poi Carol e Dave fungono effettivamente da “banche”. Carol e Dave possono accreditarsi o addebitarrsi milioni di bitcoin su milioni conti più volte al giorno, e solo il denaro da “riequilibrare” e quindi dovuto alla fine di ogni giorno lavorativo può essere apportato attraverso una singola transazione bitcoin.

L’opzione 3 richiede, ovviamente, fiducia. Alice deve fidarsi della Clearinghouse di Carol, e gli hub si devono fidare l’un l’altro. A causa della concorrenza, hub diversi potrebbero sviluppare strutture di costo molto diverse, così come diversi potrebbero diventare i requisiti di appartenenza, l’affidabilità, ecc. Il vantaggio dell’opzione 3 è che la transazione è immediata; lo svantaggio è che necessaria la fiducia. Se la fiducia non c’è, si può usare l’opzione 2.

Dopo 21 milioni di monete coniate, nessuno genererà nuovi blocchi.

Quando i costi di gestione non possono essere coperti dalla generosità di chi crea blocchi, il che avverrà qualche tempo prima di raggiungere la quantità totale dei BTC, i coniatori potranno ancora guadagnare qualcosa tramite le tariffe di transazione. Tuttavia, a differenza del premio relativo alla generazione di un blocco, non vi è più accoppiamento tra “spese di transazione” e il bisogno di sicurezza, per cui vi è minor garanzia che la quantità di potenza di calcolo erogata sarà sufficiente a mantenere la sicurezza della rete.

Il bitcoin non ha alcun meccanismo incorporato di rimborso, e questo non va bene!

Perché alcune persone pensano che questo sia un male: i rimborsi sono utili per limitare le frodi. La persona che gestisce i tuoi soldi ha la responsabilità di prevenire le frodi: se si compra qualcosa su eBay e il venditore non lo spedisce, PayPal prende i fondi dal conto del venditore e restituisce i soldi al compratore. Questo rafforza l’economia eBay, perché la gente comprende che il loro rischio è limitato, e sono quindi più disposti ad acquistare oggetti da venditori rischioso.

Perché in realtà è una buona cosa: i bitcoin è progettato in modo tale che il vostro denaro è vostro, e solo vostro. Permettere il rimborso implica che è possibile far prelevare i vostri soldi da un’altra entità. Puoi avere la proprietà totale del denaro, o la protezione contro le frodi, ma non entrambe le cose. Detto questo, nulla impedisce la creazione di servizi che sfruttino i bitcoin, ma che forniscano anche servizi di protezione dalle frodi.

L’affermazione “la persona che gestisce i tuoi soldi ha la responsabilità di prevenire le frodi” è ancora vera, il potere è stato però spostato nelle vostre mani. La frode esisterà sempre: tocca a voi di inviare i bitcoin a entità attendibili. E’ possibile fidarsi di una identità online senza mai conoscerla fisicamente attraverso sistemi distribuiti o centalizzati di valutazione. In inglese: OTC Web of Trust.

I computer quantistici potrebbero violare la sicurezza dei bitcoin!

Sì, ma i computer quantistici non esistono ancora e probabilmente non esiteranno ancora per un bel po’. La sicurezza del sistema dei bitcoin potrà essere comunque aggiornata, se questo problema fosse considerato una minaccia imminente.

Ilrischio legato ai computer quantistici vale anche per le istituzioni finanziarie, come le banche, perché si basano pesantemente sulla crittografia nel fare transazioni.

Coniare i bitcoin è uno spreco di energia, ed è antiecologico!

Non più di quanto lo sia l’estrazione dell’oro dalla terra, la sua fusione in lingotti, e lo stoccaggio in depositi sotterranei. Per non parlare della costruzione di grandi edifici, lo spreco di energia per la stampa e il conio tutte le valute di corso legale, il trasporto in auto blindate con non meno di due guardie di sicurezza per ciascun trasporto, ecc

In riferimento ai mezzi per lo scambio, il bitcoin è in realtà assai parsimonioso delle risorse, rispetto alle altre monete di corso legale.

I negozianti non possono fissare i prezzi in bitcoin a causa del tasso di cambio volatile.

L’ipotesi è che i bitcoin debbano essere venduti immediatamente, per coprire le spese di funzionamento. Se le spese del negoziante fossero espresse in bitcoin, allora il tasso di cambio sarebbe del tutto irrilevante. Una maggiore adozione dei bitcoin renderebbe l’insieme dei prezzi più “vischiosi”. La volatilità diminuirà nel futuro, ed è legata alla dimensione e alla profondità del mercato.

Nel frattempo, molti commercianti possono scaricare gli ultimi tassi di mercato dalle borse, e aggiornare automaticamente i prezzi sui loro siti web: inoltre si potrebbe essere in grado di comprare tramite un’opzione put per vendere a un dato tasso fisso per un determinato periodo di tempo. Questo tipo di approccio protegge dalle cadute di prezzo, e semplificano le operazioni per quel periodo di tempo.

Come Flooz ed e-gold, i criminali saranno attirati dal progetto e lo stesso sarà arrestato

Speriamo che il sistema dei bitcoin cresca fino al punto in cui nessuna singola organizzazione possa interrompere la rete, o che possa esser meglio servita dalla rete stessa.
Anche se i terroristi mandano a sbattere gli aerei sugli edifici, i governi non hanno ancora abolito i viaggi aerei. Ovviamente, il bene pubblico prevale sul male.
Il diritto penale è diverso tra le varie giurisdizioni.

Il sistema bitcoin non è decentrato, perché gli sviluppatori possono dettare il comportamento del software.

Il protocollo bitcoin è stato originariamente definito dal suo inventore, Satoshi Nakamoto, e questo protocollo è ora ampiamente accettato come standard dalla comunità dei coniatori e degli utenti.

Anche se gli sviluppatori del client bitcoin originale possono ancora esercitare la propria influenza sulla comunità, il loro potere di modificare arbitrariamente il protocollo è molto limitata: dal rilascio della versione 0.3, le modifiche al protocollo sono state lievi e sempre in accordo con la comunità.

Eventuali modifiche del protocollo, come ad esempio l’aumento del premio per un singolo blocco da 50 a 100 BTC, non sono compatibili con i client già in esecuzione nella rete. Se gli sviluppatori dovessero rilasciare un nuovo client che la maggioranza dei coniatori percepisce come corrotta, o in violazione degli obiettivi del progetto, tale client non potrebbe prendere piede, e quei pochi utenti che tentasse di utilizzarlo scoprirebbe che le loro transazioni sono respinte dalla rete.

Vi sono anche altri client bitcoin, scritti da altri gruppi di sviluppatori, e che aderiscono al protocollo bitcoin originale. Man mano che gli sviluppatori creeranno client alternativi, gli sviluppatori del cliente Bitcoin originale avranno sempre meno voce in capitolo.

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Bitcoin di Marco Spada

Marco Spada1. COSA SONO I BITCOIN – I bitcoin sono definiti, dallo stesso sito bitcoin.org, la prima valuta digitale decentralizzata. La digitalizzazione dei pagamenti nell’era informatica non è certo una novità: a chi non è capitato di fare acquisti su un sito web tramite la propria carta di credito o il proprio conto PayPal? La valuta dello scambio, anche in questi casi, è sempre stata una moneta reale, il cui valore viene definito da una banca centrale (euro, dollaro, yuan e così via). In ognuna di queste transazioni digitali, per avere la certezza del pagamento (sia per chi lo effettua, che per chi lo riceve), ci siamo affidati ad un attore terzo con il ruolo di garante, che sia la banca o la società di gestione dei nostri crediti on-line. Con i bitcoin la questione cambia profondamente: grazie alla natura decentralizzata non c’è bisogno di un’entità terza che assicuri la transazione. Difatti il pagamento, seppur anonimo, è reso pubblico e condiviso sulla rete, in modo tale che siano gli stessi partecipanti a questo network di scambio digitale a garantire la sicurezza e la fattibilità della transazione. Un breve approfondimento sul funzionamento del sistema bitcoin, ci permette di comprendere meglio le sue peculiarità.

2. COME FUNZIONANO I BITCOIN – I bitcoin sono la moneta digitale che viene scambiata su un’omonima piattaforma. Quest’ultima dovrebbe essere al centro della nostra attenzione se vogliamo comprendere il funzionamento della valuta digitale. La piattaforma Bitcoin è definibile come un registro digitale di transazioni, che rende ogni spostamento di valuta pubblicamente visibile. Questa piattaforma, insieme alla crittografia della valuta, consente allo stesso tempo la garanzia e l’anonimato delle transazioni. Per effettuare queste operazioni correttamente, costantemente e velocemente è necessaria un’elevata capacità di calcolo. Essa viene data in modo diffuso dagli stessi utenti della piattaforma Bitcoin, attraverso software da installare sul proprio computer. Tale attività si chiama “mining” (tradotta in italiano per assonanza come “minare”, ma sarebbe più corretto parlare di “estrazione”); grazie al lavoro ed alla capacità di calcolo dei dispositivi di questi utenti, si hanno delle transazioni sicure e sincronizzate. Allo stesso tempo il mining permette la creazione di moneta: tale operazione è difatti ripagata agli utenti in bitcoin, che entrano nel mercato soltanto in questo modo. Altrimenti è necessario comprare bitcoin o farsi pagare in bitcoin. Altra caratteristica particolare è relativa al numero di monete: l’algoritmo che regola la piattaforma prevede che si arriverà ad un massimo di 21 milioni di bitcoin, emessi in maniera controllata in funzione delle transazioni effettuate. Ad oggi siamo a circa 15 milioni ed il limite di 21 milioni, ossia la saturazione dell’algoritmo, sarà toccato nel 2140 (la crescita non è proporzionale, difatti nel 2020 avremo già il 95% della disponibilità totale). Ciò fa supporre che il valore dei bitcoin tenderà ad aumentare costantemente, così come è successo finora: la certa scarsità di moneta potrebbe dar luogo ad una deflazione.

3. COME POSSO USARLI – Una volta creata la moneta, non resta che spenderla. I pagamenti in bitcoin non richiedono intermediari né spostamenti fisici di valuta, e possono essere effettuati in qualsiasi momento verso persone o istituzioni in ogni parte del mondo. Come abbiamo notato, ad oggi ci sono 15 milioni di bitcoin circolanti, ognuno dei quali al tasso di cambio attuale vale più di 600 dollari per un totale di 9 miliardi di dollari statunitensi. Le transazioni giornaliere sono ad oggi circa 60.000 per un valore che supera i 50 milioni di dollari. Evidentemente la moneta digitale attrae tutti coloro che hanno desiderio di fare acquisti in maniera rapida e su tutta la rete globale senza dover dipendere dalle società che erogano tali tipi di servizi in maniera più limitata. Allo stesso modo possono interessare le imprese che hanno così la capacità di vendere i propri prodotti in ogni parte del mondo, sempre libere da vincoli con gli istituti di credito. In particolar modo le monete digitali possono rivelarsi utili per quei Paesi in via di sviluppo, con valute deboli ma nei quali si stanno realizzando reti informatiche accessibili. I bitcoin sono inoltre una soluzione intrigante per chi necessita di anonimato nelle transazioni riguardanti i propri traffici. Ad esempio sono stati uno dei metodi di pagamento più utilizzati sulla piattaforma di e-commerce Silk Road, chiusa lo scorso anno dall’FBI poiché dedicata alla compravendita di prodotti illegali e di contrabbando. La criptovaluta digitale è un’opportunità anche per tutti coloro che non desiderano primariamente effettuare i propri acquisti tramite essa, ma che sui bitcoin intendono investire. Il tasso di cambio dei bitcoin con le valute reali è definito dagli stessi utenti dall’incontro tra la domanda e l’offerta del prezzo di vendita della criptovaluta. Data la quantità limitata di moneta e la sua crescita meno che proporzionale, gli investitori si aspettano che il valore non possa che aumentare con il tempo. E coloro che si sono dedicati al mining negli scorsi anni, adesso possono affermare di aver messo da parte un discreto capitale.

4. DOVE SONO NEL MONDO – I bitcoin vengono utilizzati da sempre più persone in un numero crescente di Paesi. Alcuni di questi Stati hanno di conseguenza ritenuto necessario regolamentarli, è il caso di Brasile e Germania. Molti altri non lo considerano come denaro legale e non hanno quindi leggi specifiche in merito, pur riconoscendo la rilevanza della questione: Argentina, Belgio, Canada e Croazia ne sono un esempio. Diversi Stati hanno messo in guardia in merito all’azzardo degli investimenti in bitcoin e nel rischio di riciclaggio di denaro illecito intrinseco alla loro natura: è questa la posizione ufficiale dell’Unione Europea e di alcuni dei suoi Stati membri, come la Francia e l’Italia, nonché delle importanti economie di Singapore e Taiwan. Altre realtà come Thailandia, Russia ed India li hanno ritenuti illegali. Un’ulteriore posizione è quella di Giappone e Stati Uniti che, considerando i bitcoin come una proprietà e non una moneta, hanno obbligato la loro tassazione. Una situazione particolare è quella cinese: qui la valuta digitale ha mostrato una crescita sostenuta, specie negli investimenti. Basti pensare che nel 2013 il cambio tra lo yuan ed il bitcoin ha rappresentato oltre il 20% del totale nella Repubblica Popolare Cinese, a fronte del 6% delle transazioni con l’euro. A causa del rischio legato all’estrema volatilità della valuta ed a quello che la lega alle transazioni illecite, il Governo di Pechino ha deciso di dichiarare guerra alla criptovaluta al fine di evitare una minaccia alla stabilità finanziaria del Paese. La banca centrale cinese ha difatti richiesto alle società di pagamenti on line e agli istituti di credito di chiudere tutti gli account che commerciano in moneta virtuale ed ha proibito loro di garantire investimenti in bitcoin.

5. PROSPETTIVE FUTURE – Maggiore sarà l’utilizzo dei bitcoin, maggiore sarà la loro rilevanza e potenzialmente anche il loro valore. Le economie nazionali non potranno restare a lungo indifferenti a questo fenomeno ed alle possibilità che apre l’esistenza di una criptovaluta digitale decentralizzata. Una regolamentazione appare necessaria, purché essa non si traduca in un proibizionismo, che in un contesto di interconnessione globale sembra difficilmente attuabile. Pur se il bitcoin non verrà considerato una valuta alla pari del dollaro e dell’euro, potrebbe essere necessario per gli Stati disciplinare fiscalmente i guadagni derivanti dalla sua compravendita e dagli investimenti. Allo stesso tempo gli investitori dovranno tener conto che una maggiore regolamentazione potrebbe tradursi in un disincentivo all’utilizzo della valuta digitale ed in un calo del suo valore, esattamente come è avvenuto in Cina. A Pechino difatti, dopo il giro di vite governativo, molte grandi aziende sono restie a rendere disponibili i pagamenti in bitcoin e di conseguenza i detentori di tale valuta hanno difficoltà ad utilizzarla; è stata di conseguenza evidente una diminuzione della quantità delle transazione ed un crollo del tasso di cambio con lo Yuan.

(di Marco Spada)